Il Bonsai Geografico


Back

I libri che gli uomini chiamano 'immorali' sono semplicemente libri che mostrano al mondo la sua vergogna. Tutto qui” (Oscar Wilde).

Sono posseduto da una passione inesauribile che finora non ho potuto né voluto frenare. Non riesco a saziarmi di libri.      (F. Petrarca).

La lettura è un ottimo strumento per conoscere il mondo e noi stessi. In questo spazio si pubblicheranno recensioni di libri di vario genere: saggistica, narrativa, avventura, fantasy ecc…

 

 Il Bonsai Geografico ricorda così il 150° anno dall'Unità d'Italia

 

Edmondo De Amicis

ITALIA

da “Cuore”

(1886)

--------------------------------------------

Nota
C’è un che di morboso e patologico in questa pagina del De Amicis in cui la patria viene raffigurata come una entità vivente, quasi una donna bellissima e affascinante per la quale si è pronti a dare la propria vita. La ragione sragiona quando la passione domina e qui davvero si sprofonda in una follia dei sensi. La cosa non costituirebbe un problema se non fosse che, quando molti sono pronti a morire per la stessa donna (la patria) il risultato sicuro è la carneficina generalizzata. E questo è quanto si è puntualmente verificato nei decenni successivi quando gli italiani hanno commesso nefandezze orrende nel “sacro” nome della patria Italia e della sua “benedetta” bandiera.

Salutala così, la patria, nei giorni delle sue feste: - Italia, patria mia, nobile e cara terra, dove mio padre e mia madre nacquero e saranno sepolti, dove io spero di vivere e di morire, dove i miei figli cresceranno e morranno; bella Italia, grande e gloriosa da molti secoli, unita e libera da pochi anni; che spargesti tanta luce d'intelletti divini sul mondo, e per cui tanti valorosi moriron sui campi e tanti eroi sui patiboli; madre augusta di trecento città e di trenta milioni di figli; io, fanciullo, che ancora non ti comprendo e non ti conosco intera, io ti venero e t'amo con tutta l'anima mia, e sono altero d’esser nato da te, e di chiamarmi figliuol tuo. Amo i tuoi mari splendidi e le tue Alpi sublimi, amo i tuoi monumenti solenni e le tue memorie immortali, amo la tua gloria e la tua bellezza; t'amo e ti venero tutta come quella parte diletta di te, dove per la prima volta vidi il sole e intesi il tuo nome. V'amo tutte di un solo affetto e con pari gratitudine, Torino valorosa, Genova superba, dotta Bologna, Venezia incantevole, Milano possente; v’amo can egual reverenza di figlio, Firenze gentile e Palermo terribile, Napoli immensa e bella, Roma meravigliosa ed eterna. Ti amo, patria sacra! E ti giuro che amerò tutti i figli tuoi come fratelli; che onorerò sempre in cuor mio i tuoi grandi vivi e i tuoi grandi morti; che sarò un cittadino operoso ed onesto, inteso costantemente a nobilitarmi, per rendermi degno di te, per giovare con le mie minime forze a far sì che spariscano un giorno dalla sua faccia la miseria, l'ignoranza, l'ingiustizia, i1 delitto, e che tu possa vivere ed espanderti tranquilla nella maestà del tuo diritto e della tua forza. Giuro che ti servirò, come mi sarà concesso, con l'ingegno, col braccio, col cuore, umilmente e arditamente; e che se verrà giorno in cui dovrò dare per te il mio sangue e la mia vita, darò il mio sangue e morrò, gridando al cielo il tuo santa nome e mandando l’ultimo mia bacio alla tua bandiera benedetta.

 

Giuseppe Pappalardo

 

RECENSIONE Libro “il Grande Mare dei Sargassi”

 

      “Wide Sargasso Sea” di Jane Rhys, è il cosiddetto rewriting ossia il rifacimento di un’opera già scritta precedentemente da un altro autore. In questo caso “Il mare dei sargassi” narra della vicenda di una donna creola, la pazza che vive nella soffitta di Mr Rochester nel romanzo vittoriano di Charlotte Bronte: “Jane Eyre”.

                                              

      Pur essendo stato scritto dopo, il romanzo della Rhys si colloca cronologicamente prima di quello della Bronte in quanto narra la vita di Bertha Mason prima di sposarsi e di andare a vivere in Inghilterra. L’ambientazione oscilla tra le isole della Jamaica, in un paesaggio lussureggiante, esotico e bello tanto da intimorire Mr Rochester, il quale rappresenta il bianco civilizzatore. In effetti è ricorrente la preoccupazione di quest’ultimo nei confronti della strana e aliena bellezza del luogo e in particolare modo della futura sposa. Bertha Mason non soffre di disturbi mentali anzi è sanissima, ma saranno alcuni eventi legati alla sua terra d’origine a farla cadere nella pazzia. Tutta la narrazione, come la descrizione, è pervasa dal presentimento che qualcosa di grave possa accadere da un momento all’altro. Man mano che la storia prosegue, nella vita della giovane creola sembra che tutto vada a rotoli: il fidanzato comincia ad evitarla e i fantasmi del passato cominciano a riaffiorare assieme ai ricordi di una triste e misera infanzia. In quanto figlia di un ex padrone di schiavi, la ragazza insieme alla madre e al fratello pazzo sono perseguitati dalla popolazione locale che li evita, li odia e arriva persino ad attaccarli. La giovane è quindi in balia di due mondi che non la vogliono e non l’accettano perché diversa: da una parte gli indigeni e dall’altra la civiltà occidentale che vede in lei una razza impura. Ciò la porta poco a poco verso la pazzia che raggiungerà il suo climax una volta segregata in Inghilterra, in cui si vendicherà appiccando il fuoco alla casa del marito e suicidandosi.

 

      Jane Rhys dimostra grande sensibilità in questo romanzo. La critica è evidente nei confronti di una società maschilista e non solo: il rapporto tra i due fidanzati rappresenta la discriminazione sessuale e razziale dell’epoca. Inoltre è evidente la posizione della Rhys dalla parte degli oppressi: in effetti fa una rivoluzione dando la parola (nel romanzo Bertha parla più volte) alla "diversa" della situazione che in “Jane Eyre” è una figura oscura e invisibile; e cambiando più volte narratore, in modo tale che i punti di vista dei personaggi possano scontrarsi e divenire oggetto di riflessione da parte del lettore. È difficile esprimere la delicatezza e l’amara realtà autobiografica di questo romanzo.  Lo stile è di una semplicità disarmante che ricorda “L’Etranger” di Albert Camus.

 

 M.S

 


Home Archivio Legale Patrocini Contatti

  Associazione "Il Bonsai Geografico®  I.B.G." copyright © 2011  C.F. 92021560799
Per problemi o domande su questo sito Web contattare webmaster@ilbonsaigeografico.org.
Ultimo aggiornamento: 23/10/2011.

Hit Counter