Il Bonsai Geografico


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CASO MOAMMED AL DURA

Sinceramente non mi interessa sapere se il famoso bimbo che scatenò con la sua presunta o finta morte la seconda intifada sia vivo o meno. Non mi interessa sapere se il reportage costruito da giornalisti francesi sia un falso o meno. Francamente non cambia la visione delle cose di molte persone. Finché ci sarà guerra e finché Israele occuperà coi coloni terre palestinesi e finché ci sarà Hamas non cambierò la mia opinione sulla crisi mediorientale. Ossia che tutta questa guerra sia una farsa, una guerra voluta da noi occidentali per tenere sotto assedio con la nostra ideologia di pace il medio oriente e per non sentirci colpevoli di ciò che noi abbiamo permesso di esistere dagli anni 60. Sia chiaro tutti noi siamo responsabili, in particolar  modo i nostri governi e le nostre industrie di armi.  Questa non è invenzione: è storia contemporanea.

                “Un enfant est mort” così si intitola il nuovo libro che il giornalista di France 2 Charles Enderlin ha dato alle stampe per liberarsi di una pena che dura già 10 anni. Avere commesso l’errore di una morte in diretta e di avere subito un linciaggio mediatico per avere PRESUNTAMENTE detto il falso. Bisogna chiarire da subito che questo corrispondente ha sempre lavorato a fianco di israeliani e dell’ esercito stesso e la vicenda non è stata registrata da lui stesso ma da un collaboratore reporter palestinese di cui France 2 e la CNN si sono sempre serviti. Non voglio insinuare che questo giornalista locale abbia montato il tutto per un senso di patriottismo ma voglio solo precisare che Enderlin ha raccontato non quello che ha visto, ma quello che è stato filmato. Per contro, gli sciacalli lo accusano di aver filmato una morte diretta in cui non c’è spargimento di sangue. Di certo si parla di proiettili e non di asce da macellaio. Secondo se fosse vero che il bimbo è vivo dove sono le prove per dimostrarlo. Israele ha subito chiesto scusa quando accadde il fatto, e sappiamo bene che Israele se non ha certezze riguardo una vicenda di guerra difficilmente si espone al linciaggio. In effetti, Israele non ha mai seguito le orme di queste persone che accusano il falso.

                Bisogna precisare che l’aggravante del giornalista francese è stato quello di aver figurato come ebreo cattivo. In effetti, Enderlin è di origini ebraiche e tra l’altro i suoi predecessori sono fuggiti e hanno vissuto in pieno la persecuzione nazista. A ciò bisogna collegare che le”mauvais juif” è considerato tale non dagli israeliani stessi, ma dai giudei sparsi nel mondo.  Si può solo affermare che nonostante le origini Enderlin si è comportato nella maniera più onesta possibile. Si incolpa il giornalista di aver permesso con questo suo reportage crudo attentati da parte dei palestinesi kamikaze. È ovvio che persone adulte siano libere di credere e giudicare come devono quanto riportato dai media. Se non fosse così allora le foto di Abu Graib si sarebbero macchiate di sangue per aver reso la guerra in Iraq più intensa. Invece non è affatto andata così. Anzi, hanno permesso di smascherare la missione militare USA.

MIRIAM S.

 

PRIGIONI D’AMERICA: UN SISTEMA INGIUSTO, INEFFICACE E COSTOSO

Negli Stati Uniti sta infervorando un dibattito che non ha niente a che vedere con la sicurezza nazionale intaccata dall’estremismo islamico. Si tratta piuttosto di sicurezza interna. Negli ultimi tempi sono arrivati alla ribalta casi di persone detenute in prigione per periodi medio lunghi e di cui non si capisce bene il motivo. O meglio la causa di tale detenzione risulta oscura o irrisoria. Può capitare in America di essere arrestati per aver comprato piante di orchidee dai paesi dell’America latina senza preoccuparsi che le stesse avessero un certificato chiaro e dettagliato. Si definisce ingiusto quel sistema non più capace di suddividere le umane colpe per gradi. Significa quindi parlare di un sistema in cui chi ruba o falsifica carte sconta la propria pena come fosse uno stupratore o un assassino.

Succede quindi che una normale prigione federale subisca inevitabilmente un sovraffollamento tanto da permettere alle statistiche di illustrare un dato allarmante: in america un cittadino su cento è in carcere. A quanto pare i politici americani non sembrano preoccuparsi della cosa. In effetti, essi sembrano più interessati all’idea di mostrare un’immagine di se di nuovi sceriffi impavidi e severi che con la pistola in mano guardano verso l’elettore. Come a dire: “ora che ci siamo noi, niente più criminalità”. Tuttavia, sbattere chicchessia in carcere anche per futili motivi non giova né alla reputazione del sistema carcerario ne tantomeno a quello giudiziario. Ma la falla si è creata in ambito giuridico. Molte leggi federali sono così vaghe e poco chiare che molte persone non sanno neanche di averle violate. E capita molto spesso che in sede di tribunale non venga più rispettato il principio del common law ossia la condizione per cui l’imputato deve essere consapevole del fatto che sta commettendo un reato. Le nuove leggi hanno privato quasi completamente i giudici del potere di emanare una sentenza valutando e soppesando le circostanze.

Il sistema risulta inefficace nel momento in cui le misure adottate e osservate e sperimentate a lungo non portano a risultati favorevoli. In questo caso il sistema ha la colpa di volere infliggere al pari di un dio onnipotente la pena eterna. L’esperimento è quello di incarcerare persone che commettono un reato per la prima volta di tipo non violento, una pena che fin dai tempi dei padri fondatori era esclusiva degli assassini.  Tuttavia, la parte più incresciosa dell’intera faccenda è che in molte occasioni imputati innocenti siano costretti a dichiararsi colpevoli per patteggiare la pena o per scontarla in maniera differente. Questo è il chiaro esempio di una giustizia menzognera. non può reputarsi efficace un sistema che si basa sulla menzogna.

Pensiamo che nel 2001 la cosidetta lotta contro il crimine è costata 167 miliardi di dollari. Il sistema giudiziario allo stesso tempo da lavoro a circa 3 milioni di persone e oggi la lobby del Correctional Business (vi fanno parte gli istituti di pena privati) esercita forti pressioni su magistrati e politici per impedire tagli al personale e leggi negative riguardanti le loro sfere di interesse. Il sistema carcerario risulta nettamente più costoso rispetto alla libertà vigilata e all’aumentare dei detenuti ingrossano le spese per pagare i sorveglianti e tutto ciò di cui necessitano detenuti e prigione.

Bisogna solo sperare che alla pena detentiva si sostituisca la libertà vigilata ma non per gli assassini o i stupratori, piuttosto per chi ha commesso piccoli reati come guidare ubriaco, rubare. Tutto ciò perché non si vuole appellarsi alla bontà del padre eterno ma piuttosto per chiedere un sistema riabilitativo e non correttivo- oppressivo.

M.S.

 

PENA DI MORTE, TORTURA E VIOLAZIONE DEI DIRITTI

[…] Innanzi tutto prima di parlare della pena di morte, bisogna rispondere a questa domanda: "Che cos'è la pena di morte?" La risposta sembrerà ovvia, ma non lo è:

- La NEGAZIONE del diritto alla vita riconosciuto universalmente;

- INCAPACE di COMBATTERE LA VIOLENZA perché è la LEGITTIMAZIONE delle violenza nella realtà.

Poi:

- NON ci sono RISULTATI capaci di mostrare che la pena di morte sia un mezzo efficace contro i crimini peggiori;

- Nei paesi Democratici la pena di morte costa più della detenzione a vita.

INFINE IO AGGIUNGO CHE LA PENA DI MORTE E' IL SINTOMO DI UNA CIVILTA' VIOLENTA E NON UNA SOLUZIONE ALLA VIOLENZA.

Prenderò ad esempio in molti casi gli States e questo non perché sia anti-americana (non ho alcun motivo per esserlo, perché se no, oltre che andare contro i miei principi, sarei contro 2/4 della mia big family), ma perché negli ultimi anni decisioni e azioni dell'allora Amministrazione Bush si sono macchiati di reati e di violazioni eclatanti. Vi confido una mia curiosità: i dati che ebbi raccolto al riguardo tempo addietro, risultano attualissimi. L'unico difetto è la data, si parla di 2002 e 2003! Ma non vi preoccupate citerò anche fonti attuali (i miei dati arrivano all'anno in cui è scoppiato lo scandalo degli aerei segreti della Cia […]).

L'inutilità della pena di morte è evidente negli States, basti pensare alle principali cause di errori giudiziari:

*  indigenza del 97% dei condannati a morte

* difesa inadeguata o inesistente

* deriva della polizia e della giustizia americana

* testimonianze fittizie o mancanti

* pregiudizi razziali.

E pensare che è stato in molti casi utile e destabilizzante il test del DNA per scagionare innocenti. Peccato però che non tutti abbiano avuto questa fortuna. Una curiosità: la pena di morte negli U.S.A. è stata sospesa dalla Corte Suprema nel 1967 perché giudicata "disumana e crudele" per poi però essere ripristinata 9 anni dopo.  Numerosi i rapporti commissionati da organizzazioni umanitarie come ad esempio Amnesty International sulle condizioni dei detenuti. In un estratto di un rapporto sulla pena in Usa si dice: " il rapporto mette in luce che la maggior parte  [...] non ha usufruito di un processo equo e i condannati sono in condizioni gravi, con trattamenti crudeli, disumani e degradanti" E' evidente quindi la violazione della Articolo 5 della Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo: "NESSUNO SARA' SOTTOMESSO ALLA TORTURA, NE' A DELLE PENE E TRATTAMENTI CRUDELI [...]".

A questo punto arriviamo anche a quanto è successo dopo l'11 settembre 2001. Istituzione di Tribunali Speciali, creazione di Guantanamo Bay e Abu Ghraib, assoldamento di soldati stranieri (con il regalo del passaporto americano), giovani, donne e gay (ai quali è stato vietato di parlare in pubblico del proprio orientamento sessuale).  

"NOI NON TORTURIAMO" è quanto detto da Bush dopo il famoso tour per l'America Latina di un paio di anni fa. E' risaputo che gli Stati Uniti non rispettano più, nella loro lotta al "terrorismo internazionale", le convenzioni di Ginevra e neanche la convenzione dell'Onu contro la tortura. Si è deciso quindi, all'indomani dell’ 11 settembre, d'istituire dei tribunali d'eccezione e di creare, FUORI DAL TERRITORIO DEGLI STATES E QUINDI FUORI DALLA GIURISDIZIONE AMERICANA, la prigione di Guantanamo per mettervi "PRIGIONIERI DEL CAMPO DI BATTAGLIA", qualificazione molto diversa da quella solita "PRIGIONIERI DI GUERRA". In altre parole Bush ha cambiato le regole del gioco. In seguito, dopo i rapporti fatti in febbraio e agosto del 2002, il ministro della Giustizia A.Gonzales ha rimodellato il diritto relativo alla tortura, e questo termine negli U.S.A. designa i soli atti che "toccano irrimediabilmente l'integrità fisica dei prigionieri". DUNQUE OGNI SUPPLIZIO E' LEGALE.

Poi l'inchiesta del New York Times su Abu Ghraib. La vicenda della prigione di Abu Ghraib è venuta alla luce intorno alla fine dell’ aprile del 2004 quando le cronache internazionali hanno iniziato a riferire di umiliazioni e torture che venivano compiute su detenuti iracheni da parte di soldati statunitensi della forza di coalizione. È stato in particolare un rotocalco televisivo americano, 60 Minutes, a diffondere inizialmente con un proprio reportage la storia di abusi ed umiliazioni ai danni dei reclusi. Sui media di tutto il mondo sono così iniziate a circolare le crude immagini degli abusi. Lo scandalo si è allargato a macchia d'olio fino a coinvolgere anche soldati del Regno Unito. Infine altre inchieste mostrano come la Cia con l'uso degli aerei di aviazione militare portassero detenuti in Egitto, Arabia Saudita (paese religioso che si definisce contro la compravendita di armi di guerra e  contrario alla tortura), la Giordania, paesi in cui  possono essere torturati senza alcun limite.

Si tratta di un articolo ricavato da una relazione redatta completamente in francese circa 4 anni fa. Allora, quando iniziai a fare le mie ricerche molte delle informazioni trovate erano considerate false, ma successivamente furono comprovate da numerose prove. Colin Power fece soldi col suo libro, la sottoscritta fu invece derisa. Non avevo bisogno di aspettare anni per scoprire queste cose, mi bastava informarmi ovunque non tralasciando i media orientali. Da anni esistono le versioni in lingua inglese dei network mediorientali …

 

M.S.
 

 

 


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Ultimo aggiornamento: 23/10/2011.

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