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PENA DI MORTE, TORTURA E VIOLAZIONE DEI DIRITTI

[…] Innanzi tutto prima di parlare della pena di morte, bisogna rispondere a questa domanda: "Che cos'è la pena di morte?" La risposta sembrerà ovvia, ma non lo è:

- La NEGAZIONE del diritto alla vita riconosciuto universalmente;

- INCAPACE di COMBATTERE LA VIOLENZA perché è la LEGITTIMAZIONE delle violenza nella realtà.

Poi:

- NON ci sono RISULTATI capaci di mostrare che la pena di morte sia un mezzo efficace contro i crimini peggiori;

- Nei paesi Democratici la pena di morte costa più della detenzione a vita.

INFINE IO AGGIUNGO CHE LA PENA DI MORTE E' IL SINTOMO DI UNA CIVILTA' VIOLENTA E NON UNA SOLUZIONE ALLA VIOLENZA.

Prenderò ad esempio in molti casi gli States e questo non perché sia anti-americana (non ho alcun motivo per esserlo, perché se no, oltre che andare contro i miei principi, sarei contro 2/4 della mia big family), ma perché negli ultimi anni decisioni e azioni dell'allora Amministrazione Bush si sono macchiati di reati e di violazioni eclatanti. Vi confido una mia curiosità: i dati che ebbi raccolto al riguardo tempo addietro, risultano attualissimi. L'unico difetto è la data, si parla di 2002 e 2003! Ma non vi preoccupate citerò anche fonti attuali (i miei dati arrivano all'anno in cui è scoppiato lo scandalo degli aerei segreti della Cia […]).

L'inutilità della pena di morte è evidente negli States, basti pensare alle principali cause di errori giudiziari:

*  indigenza del 97% dei condannati a morte

* difesa inadeguata o inesistente

* deriva della polizia e della giustizia americana

* testimonianze fittizie o mancanti

* pregiudizi razziali.

E pensare che è stato in molti casi utile e destabilizzante il test del DNA per scagionare innocenti. Peccato però che non tutti abbiano avuto questa fortuna. Una curiosità: la pena di morte negli U.S.A. è stata sospesa dalla Corte Suprema nel 1967 perché giudicata "disumana e crudele" per poi però essere ripristinata 9 anni dopo.  Numerosi i rapporti commissionati da organizzazioni umanitarie come ad esempio Amnesty International sulle condizioni dei detenuti. In un estratto di un rapporto sulla pena in Usa si dice: " il rapporto mette in luce che la maggior parte  [...] non ha usufruito di un processo equo e i condannati sono in condizioni gravi, con trattamenti crudeli, disumani e degradanti" E' evidente quindi la violazione della Articolo 5 della Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo: "NESSUNO SARA' SOTTOMESSO ALLA TORTURA, NE' A DELLE PENE E TRATTAMENTI CRUDELI [...]".

A questo punto arriviamo anche a quanto è successo dopo l'11 settembre 2001. Istituzione di Tribunali Speciali, creazione di Guantanamo Bay e Abu Ghraib, assoldamento di soldati stranieri (con il regalo del passaporto americano), giovani, donne e gay (ai quali è stato vietato di parlare in pubblico del proprio orientamento sessuale).  

"NOI NON TORTURIAMO" è quanto detto da Bush dopo il famoso tour per l'America Latina di un paio di anni fa. E' risaputo che gli Stati Uniti non rispettano più, nella loro lotta al "terrorismo internazionale", le convenzioni di Ginevra e neanche la convenzione dell'Onu contro la tortura. Si è deciso quindi, all'indomani dell’ 11 settembre, d'istituire dei tribunali d'eccezione e di creare, FUORI DAL TERRITORIO DEGLI STATES E QUINDI FUORI DALLA GIURISDIZIONE AMERICANA, la prigione di Guantanamo per mettervi "PRIGIONIERI DEL CAMPO DI BATTAGLIA", qualificazione molto diversa da quella solita "PRIGIONIERI DI GUERRA". In altre parole Bush ha cambiato le regole del gioco. In seguito, dopo i rapporti fatti in febbraio e agosto del 2002, il ministro della Giustizia A.Gonzales ha rimodellato il diritto relativo alla tortura, e questo termine negli U.S.A. designa i soli atti che "toccano irrimediabilmente l'integrità fisica dei prigionieri". DUNQUE OGNI SUPPLIZIO E' LEGALE.

Poi l'inchiesta del New York Times su Abu Ghraib. La vicenda della prigione di Abu Ghraib è venuta alla luce intorno alla fine dell’ aprile del 2004 quando le cronache internazionali hanno iniziato a riferire di umiliazioni e torture che venivano compiute su detenuti iracheni da parte di soldati statunitensi della forza di coalizione. È stato in particolare un rotocalco televisivo americano, 60 Minutes, a diffondere inizialmente con un proprio reportage la storia di abusi ed umiliazioni ai danni dei reclusi. Sui media di tutto il mondo sono così iniziate a circolare le crude immagini degli abusi. Lo scandalo si è allargato a macchia d'olio fino a coinvolgere anche soldati del Regno Unito. Infine altre inchieste mostrano come la Cia con l'uso degli aerei di aviazione militare portassero detenuti in Egitto, Arabia Saudita (paese religioso che si definisce contro la compravendita di armi di guerra e  contrario alla tortura), la Giordania, paesi in cui  possono essere torturati senza alcun limite.

Si tratta di un articolo ricavato da una relazione redatta completamente in francese circa 4 anni fa. Allora, quando iniziai a fare le mie ricerche molte delle informazioni trovate erano considerate false, ma successivamente furono comprovate da numerose prove. Colin Power fece soldi col suo libro, la sottoscritta fu invece derisa. Non avevo bisogno di aspettare anni per scoprire queste cose, mi bastava informarmi ovunque non tralasciando i media orientali. Da anni esistono le versioni in lingua inglese dei network mediorientali …

 

M.S.
 

 

 


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Ultimo aggiornamento: 29/07/2010.

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